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Freni a disco, cosa c’è da sapere

Conosci la storia dei freni a disco?
Come per tante innovazioni, anche nel caso dei freni a disco l’idea base risale agli albori del motorismo. E anche in questo caso per arrivare a metterla in pratica e in maniera diffusa ci sono voluti molti anni.
La storia ci ha insegnato che fermare qualcosa in movimento è stato più difficile che muoverlo. In passato ci si affidava alla forza di un animale per muoversi e alla sua forza per fermarsi. Poi grazie al genio umano si ebbe l’intuizione di provare a fermare in qualche modo la ruota con qualcosa, e nacque così il primo freno su una ruota sola, grazie a un ceppo di legno che imperniato sul carro faceva forza sulla ruota e frenava, o meglio rallentava il carro.
Ai primordi dell’auto i freni erano quasi considerati inutili, infatti Ettore Bugatti affermò che le sue automobili erano costruiti per correre e non certo per fermarsi.
In campo automobilistico agli inizi della prima guerra mondiale c’erano auto che superavano i 70/80 chilometri orari e per fermarsi si affidavano ai freni a filo, come per le biciclette, che per di più agivano solo sui freni posteriori.
Eppure il primo brevetto relativo a un freno a disco destinato ad equipaggiare un’automobile risale al lontano 1902, quando un tecnico inglese di nome Lanchester sperimentò un impianto frenante a disco che stretto da una pinza meccanica tra due piccole pastiglie riusciva a rallentare e poi arrestare l’automobile.
Negli anni successivi ci furono altri tentativi di utilizzo dei freni a disco, ma la consacrazione avvenne a Le Mans nel 1953 quando la Jaguar adottò i freni a disco sulle C-Type. La vittoria fu netta grazie alla superiorità di frenata, che oltre a garantire una migliore frenata avevano una maggiore resistenza rispetto alle rivali. La strada era ormai segnata e i freni a disco furono introdotti anche sulle auto di serie. La prima automobile dotata di freni a disco è stata la Citroen DS 19 nel 1955

Come funzionano i freni a disco?
Il freno a disco è costituito da diverse parti: disco, ruota, pinze e le pastiglie. I dischi dei freni sono un componente essenziale dell’impianto frenante che insieme alle pinze dei freni e alle pastiglie dei freni lavorano in armonia per fermare l’automobile quando si preme il pedale del freno. Durante la frenata, le pinze spingono le pastiglie contro il disco del freno che genera un attrito con il disco e porta il veicolo a un arresto controllato, nonostante viaggi ad alta velocità.
I 5 segnali che indicano che i freni a disco necessitano di un controllo
Nella cura della propria auto bisogne sempre prestare attenzione ai segnali di allarme che indicano la necessità di assistenza e questo può significare la differenza tra la vita e la morte sulla strada. Anche nel caso dell’impianto frenante ci sono alcuni evidenti segnali che vi fanno capire che i vostri freni hanno bisogno di manutenzione. Ecco i 5 segnali più comuni che indicano la necessità di un controllo:
– Il volante oscilla durante la guida
– Pedale del freno meno reattivo
– Prestazioni dei freni ridotte
– Disco freno deformato
– Suono stridente durante la frenata

Quando bisogna cambiare i dischi dei freni?
La risposta scontata è quando il disco è usurato. L’usura è causata dall’asportazione di materiale da parte delle pastiglie quando l’auto è in frenata. Quando i dischi dei freni sono nuovi di zecca, hanno uno spessore determinato dal produttore. Questo viene deciso nella fase di ingegnerizzazione della produzione del veicolo, tenendo conto dell’attrito costante delle pastiglie dei freni e delle forze e del calore esercitati sui dischi dei freni. Si consiglia di sostituire i dischi freno quando raggiungono lo spessore minimo determinato dal produttore del veicolo. Se lo spessore del disco scende al di sotto del minimo consentito, è il momento di andare in officina. Non è possibile definire quanti chilometri può durare un disco in quanto gli elementi che influenzano la sua durata sono numerosi: lo stile di guida, il carico a bordo e le irregolarità della strada sono i fattori principali. In ogni caso come stima puramente approssimativa i dischi freno hanno una durata di circa 80.000 – 100.000 chilometri.

Fonti di informazioni per l’articolo:
https://www.partsweb.it/dischi-freno-usurati-i-rischi-come-misurare-lo-spessore-quando-sostituirli/
https://www.euautopezzi.it/catalogo-ricambi/disco-freno-10132

Ottobre 5, 2022 / da / in
Mozzo della ruota auto, cosa c’è da sapere

Ti è mai capitato di sentire uno strano suono provenire dalla zona dove si trova il gruppo ruota, o hai notato che il volante vibra soprattutto quando si accelera? Bene, allora sei capitato nel posto giusto.
Una delle possibili cause che ti hanno allarmato potrebbe derivare dal gruppo del mozzo difettoso o guasto.

Ma spieghiamo meglio.

Uno dei componenti più robusti e resistenti di un’automobile è il gruppo del mozzo. Le auto sono dotate di quattro mozzi, uno per ogni ruota. Il mozzo si trova nella parte centrale del gruppo ruota e svolge un ruolo complesso in quanto è la sede del montaggio del cerchio e dei cuscinetti.

Le sollecitazioni e i carichi a cui è soggetto il gruppo del mozzo sono dovute alla natura del tracciato, alle prestazioni degli pneumatici e al peso della vettura. Inoltre il massimo livello di sollecitazione avviene in frenata per il mozzo anteriore e in accelerazione per il mozzo posteriore.

Sebbene il gruppo del mozzo sia robusto e resistente può capitare che si danneggi, si rompa o si consumi prima del tempo. La durata di esercizio è di circa 100.000 chilometri di percorrenza ma è sempre consigliato verificarne il suo corretto funzionamento.

Quali sono i sintomi di un mozzo guasto?

Un mozzo ruota danneggiato si comporta in modo anomalo e fornisce dei segnali facilmente identificabili. Un primo segnale è possibile riscontrarlo quando il volante si allenta o vibra, soprattutto in fase di accelerazione. Solitamente questo è dovuto ad un cuscinetto usurato all’interno del gruppo del mozzo. In questo caso occorre recarsi subito in un’autofficina per la diagnosi dell’effettivo problema, che se trascurato può provocare il distacco del volante.
Un altro segnale può essere avvertito da uno strano suono stridente proveniente dalla zona ruota-pneumatico. In questo caso la causa potrebbe derivare dalla rottura del cuscinetto, da una cattiva lubrificazione o da un suo disallineamento.
Un ultimo segnale può derivare da un ticchettio proveniente dal gruppo del mozzo che si percepisce quando l’auto è in accelerazione. A causa della rottura del cuscinetto, la pinza dei freni muovendosi va a toccare la parte superiore della ruota generando quel fastidioso ticchettio.

Cosa fare quando si riscontra un’anomalia del gruppo mozzo?

Come già detto, quando riscontrate un’anomalie del gruppo mozzo è necessario rivolgersi presso la propria autofficina di fiducia per diagnosticare e risolvere il problema.

Si consiglia sempre di verificare con il proprio meccanico la scelta dei componenti da sostituire. E’ davvero molto importante selezionare ricambi in grado di garantire un elevato standard di affidabilità e qualità. SKF Kit cuscinetto ruota compatibile con auto dei marchi Audi, Seat, Skoda, Volkswagen rappresenta la soluzione ottimale poiché è dotato di un sistema ABS integrato. All’interno del kit sono compresi anche un bullone/vite SKF04756, quattro bulloni/vite SKF04810 e un supporto/cuscinetto SKF00866.

Dicembre 17, 2021 / da / in